Mercato, la ripresa continua soprattutto nel turismo

Nova Re SIIQ- mercato immobiliare

L’interesse mostrato dagli investitori e i mutui ancora convenienti spingono il settore immobiliare secondo l’ufficio studi di Tecnocasa. In particolare, diminuiscono i tempi di vendita degli immobili e sembrerebbero confermati, anche per i mesi futuri, i volumi già registrati nel 2018, circa 570-580 mila transazioni.

Risultano più interessanti le città che per arrivi turistici, preferenze accordate da studenti e lavoratori fuori sede sono interessanti in termini di rendimenti. In queste località i canoni di locazione potranno aumentare. E questo si rifletterà in particolare sui prezzi, che nelle grandi città, tenderanno persino a salire tra 1% e 3%. Gli aumenti interessano le zone semicentrali e le periferie soprattutto se ben servite dai mezzi pubblici e con un’offerta abitativa di qualità. Continueranno a mostrare trend di stabilità e poca vivacità sia piccoli comuni che i capoluoghi di provincia, ad eccezione della prima cintura delle grandi metropoli, per l’effetto traino dei nuclei urbani limitrofi.

Notizie interessanti anche per le nuove costruzioni, che per la fascia alta saranno interessate da una crescita, anche nei prezzi. Tutto ciò è senz’altro favorito da mutui favorevoli e dal clima di fiducia che potrebbe crescere se si rafforzeranno la ripresa dell’economia e dell’occupazione.

Anche nell’hotellerie vince la qualità

Turismo: continua la crescita del settore alberghiero, soprattutto delle strutture di fascia alta. Sembra che il fenomeno delle residenze turistiche alternative non abbia intaccato il mercato tradizionale degli alberghi di buon livello. Lo sostiene CRIF RES, secondo cui l’Italia è il primo paese in Europa per numero di camere, il secondo per numero di alberghi e il quarto per arrivi, rappresentando quindi il 13,4% del mercato europeo complessivo. Ovviamente, la crisi registrata tra il 2009 e il 2016 ha impattato sul numero di strutture ricettive, diminuite del 2,4%. Di contro, sono aumentate le strutture a quattro e cinque stelle.

È alto, in particolare, il valore medio delle singole stanze, soprattutto nelle città d’arte e di business: a Firenze è di 240 mila euro, mentre a Milano è di 205 mila e a Roma 140 mila. Per le località turistiche pure, invece, si passa dai picchi del Lago di Como, con una media di 169 mila a camera, ai 69 mila della Riviera Romagnola. Proprio a Roma si è investito di più nel 2017 rispetto al resto del mercato italiano, con circa 330 milioni di euro. Il riscatto del Meridione parte decisamente dai villaggi turistici e dai residenze.

Ma come si orientano gli investimenti nel settore? Tra il 2014 e il 2017 sono passati dai 600 milioni di a 1,2 miliardi, arrivando a rappresentare più del 10% degli investimenti immobiliari complessivi. Nel primo semestre del 2018, invece, c’è stata una netta flessione rispetto allo stesso periodo del 2017 (-22%), portandosi a 430 milioni, comunque molto meno rispetto alle altre tipologie di investimento immobiliare. Il significativo interesse rivolto a tale segmento immobiliare è comunque focalizzato sulle strutture di fascia elevata, che nel 2017 hanno rappresentato l’80% degli affari.